POLITICA

Zaky e l’ipocrisia della politica

C’è un fondo di ipocrisia grande quanto una casa nel modo in cui il Belpaese ha gestito (ieri) la tragedia di G. Regeni e (oggi) quella, per tanti versi simile, di P. Zaky: un modus, cioè, che ha sempre fatto salve le relazioni economiche con il golpista Al Sisi, nelle cui carceri giacciono tanti giovani innocenti. Al punto che l’o.d.g. votato in questi giorni, a grande maggioranza, dal Senato della repubblica per la concessione della cittadinanza italiana al ricercatore egiziano, può tranquillamente convivere con la coeva consegna all’Egitto di un ricco armamentario, tra cui due fregate (la S. Shergat e la E. Bianchi) a un prezzo, tra l’altro, stracciatissimo! Per non parlare degli interessi che in terra (anzi, in mare) d’Egitto da anni, senza soluzione di continuità, vede impegnati colossi come Eni, più una pletora di 130 tra grandi e piccole imprese… Segno, evidente, dell’autonomia dell’economia e del primato della stessa sulla politica, ormai declassata (come la stessa vicenda Draghi docet) a inutile, cialtronesco contorno. 

a.p.

(Il Manifesto, 17 aprile 2021)

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