POLITICA

Pace e democrazia non sono regali

Caro Manifesto, quando smetteremo di pensare alla pace come a una naturale condizione umana? Per cui, in caso di guerra, basti (nella migliore delle ipotesi) condannare l’aggressore di turno per mondare, così, la propria coscienza (magari con una comparsata in piazza, giusto per dare un po’ di concretezza alla propria posizione)? Purtroppo così non è. La pace, esattamente come la democrazia, bisogna costruirla, giorno per giorno, non ci viene regalata. E’ il prodotto di un lavorìo paziente, intelligente e tenace, di lunga lena, che non vuol dire solo (si fa per dire) demilitarizzazione dei territori con la messa al bando delle organizzazioni militari (come la Nato) e dei loro strumenti di morte, ma anche, prioritariamente, costruzione di condizioni e relazioni umane non competitive, fondate sulla giustizia sociale ed ambientale. E’ questo, d’altra parte, il senso profondo che sottende l’art. 11 della nostra Carta fondamentale. Insomma, il ripudio della guerra va costruito, perché pace non è, semplicemente, assenza di guerra. 

Alessandro Punzo

Il Manifesto, 2 aprile 2022

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